Google: cosa conosce di noi?

Ti sei mai chiesto quante tracce lasci ogni giorno in rete?

Hai mai avuto la curiosità di sapere chi sei per Google? E se sei economicamente appetibile per lui?

 

Google è il motore di ricerca più usato e conosciuto, che fosse quello più importante non è certo una novità, lo usiamo ogni giorno per le più svariate informazioni: curiosità, notizie, traduzioni, per ogni cosa… è molto rapido e semplifica la vita quotidiana, ma registra anche le informazioni di ciascuno.

Non si tratta solo di parole chiave, ma anche di tutte le informazioni legate a noi: accessi whatsapp, località cercate e raggiunte con google maps, email, … per citarne solo alcuni…

Se hai un account Google – semplicemente un indirizzo Gmail – ogni tua ricerca viene memorizzata.

Nella lista sono inclusi anche i video Youtube ed i tutorial, così da profilare i tuoi interessi, i tuoi acquisti, le inclinazioni ed i gusti musicali.

Questo serve a Big G per indicarti le pubblicità più adatte, profilandoti in tutto e per tutto. Tale processo serve a presentarti contenuti che siano più in linea con i tuoi interessi, semplificando la tua navigazione e trovare così più rapidamente i contenuti che cerchi o che ti piacciono.

 

Vuoi essere profilato?

Ma questo processo nasconde anche un lato negativo: in questo modo una parte di informazioni sul web vengono “oscurate”, così da privarti di una visione a 360° di alcune questioni.

Perché viene fatto questo?

Perché se più siti web, immagini, video, pubblicità sono in linea con i tuoi gusti allora più ci cliccherai, recando guadagno alle società interessate.

Mentre se invece disattivi le impostazioni di localizzazione allora i tuoi spostamenti non saranno registrati.

Ma Google non è il solo, anche i social network svolgono questo genere di salvataggio, tanto che ripropongono video e/o immagini affini a quelli visualizzati nei giorni precedenti e con i quali hai interagito.

 

Lotta alle fake news!!

Google, il motore di ricerca più famoso al mondo è anche uno dei siti web più visualizzati e vuole fare guerra alle “fake news”.

L’intento è quello di lavorare sulle breaking news, ossia le notizie caldissime, dell’ultim’ora, poiché sono quel tipo di notizie che, soprattutto nei minuti iniziali durante i quali si diffondono, possono creare una comunicazione errata.

Fake news anche involontarie, poiché molto spesso si creano indiscrezioni in seguito ad avvenimenti importanti, quindi notizie non veritiere per la fretta di diffondersi.

Google, attraverso l’algoritmo, vuole avvisare l’utente che la notizia che sta leggendo è attendibile o meno. Gli algoritmi di Google saranno addestrati a rilevare quando un argomento è in rapida evoluzione, frutto di fonti non ponderate e quindi suscettibile di variazioni.

L’utente vedrà tale segnalazione sopra i risultati di ricerca, dove un avviso suggerirà di tornare più tardi a leggere la notizia, per dare tempo di essere aggiornata con ulteriori informazioni verificate, prelevate da un’ampia gamma di fonti.

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