Smart working e DAD: come tutelarsi?

Da più di un anno a questa parte lo “smart working” e la didattica a distanza sono divenuti pane quotidiano per tante aziende, attività, famiglie e studenti, i quali non l’avevano adottato prima.

Se da un lato il lavoro da casa garantisce un aumento della produttività del 15% perché i lavoratori sono più liberi, dall’altro aumentano i rischi della cyber security.

In ufficio le aziende proteggono adeguatamente – o almeno dovrebbero farlo – reti e dispositivi, ma nelle nostre case avviene lo stesso?

Per le reti domestiche sicuramente configurare una sicurezza ottimale è molto più complicato, specie da parte di chi non è del settore. Per questo è importante che tutti abbiano gli strumenti per tutelare la propria vita digitale dai pericoli insiti nella rete, e ciò non riguarda solo i PC ma anche e soprattutto smartphone e tablet.

 

Come proteggerti su internet?

Il primo passo è imparare ad usare internet nel modo giusto, senza cliccare su voci dubbie.

Ti sarà capitato di leggere sui giornali o ascoltare al Tg notizie che narrano di hacker che hanno bucato sistemi informatici di aziende importanti. Lo so, penserai che in realtà si tratti solo di casi eclatanti, che fanno scalpore, ma in realtà sono fatti che accadono più spesso di quanto tu pensi, o ci dicano.

Se internet, via via che evolve diventa sicuro, anche gli hacker diventano più astuti e preparati. Per questo è di vitale importanza per le aziende tutelarsi, aggiornare i sistemi di sicurezza e svolgere verifiche per controllare che tutto sia in regola.

Quindi, tornando a noi, il problema della sicurezza in rete non è una questione che interessa solo le grandi aziende, ma riguarda il singolo che utilizza internet a casa propria, sia per lavoro, per studio o per divertimento.

È sufficiente abbassare un attimo la guardia, cliccare su email phishing, fornire qualche dato sensibile su siti non sicuri ed i pericoli nei quali puoi incorrere sono alti. Non solo per i dati, i file, i documenti che hai sul tuo dispositivo, ma anche per i contatti, amici e conoscenti con i quali sei in collegamento.

 

Quali sistemi di sicurezza adottare?

Se le aziende dovrebbero aver acquisito sistemi di sicurezza adatti e necessari ad esporle meno ai pericoli – parlo al condizionale poiché la sicurezza completa non c’è – i singoli sono invece i più esposti su internet.

Molte persone si limitano ad avere sul pc un antivirus gratuito e non fanno molta attenzione navigando su un sito web, non verificano se questo sia effettivamente un portale sicuro.

Se presti un po’ di attenzione, senza perdere troppo tempo, puoi subito capire se hai di fronte un sito web attendibile a cui puoi affidarti con tranquillità. Se invece noti o percepisci qualcosa di sospetto meglio diffidare ed abbandonarlo subito.

L’emergenza sanitaria ha aperto alla malvagità online, che approfitta delle paure dei cittadini. Il maggior tempo a disposizione per la navigazione in rete, la ricerca di soluzioni e notizie sul web, senza sapere bene come muoversi, espone le persone meno attente a pericoli informatici, dal phishing (truffa su internet con la quale si cerca di ingannare la vittima convincendola a fornire informazioni personali o codici di accesso riservati) fino all’installazione di malware (programma informatico usato per disturbare le operazioni di un utente svolte su un pc) sul proprio pc.

Di solito gli attacchi agli utenti online avvengono tramite collegamenti a siti web dannosi o messaggi che includono malware, con notizie miracolose, richieste di donazioni, ecc…

Anche messaggi o telefonate che sembrano provenire da Microsft, Google, ecc tentando di ottenere le vostre credenziali in cambio del loro aiuto o minacciando la sospensione dell’account, notifiche di spedizioni per pacchi inesistenti … sono tutti tentativi ingannevoli. Quindi attenzione!

Per non parlare di raggiri tramite ingegneria sociale.

Nessun ente chiede i tuoi dati sensibili o dati di accesso tramite una semplice mail o peggio ancora una telefonata, quindi diffida sempre e tieni alta la guardia.

Lascia un commento