Social network: il lato oscuro

I social network non sono solo divertimento e comunicazione, hanno anche lati negativi, come tutte le cose, i cui effetti non colpiscono solo la salute fisica e mentale (come ansia e stress), ma incidono anche sulla privacy, sul lavoro e sulla sicurezza informatica.

 

Social network: pregi e difetti

Di solito intravediamo nei social network grandi benefici ed un enorme potenziale, ma c’è anche il rovescio della medaglia: perdita dell’autostima, solitudine, sovraccarico di informazioni, stalking, violazione della privacy, molestie, calo nel rendimento lavorativo, ecc…

Ovviamente non voglio demonizzare queste piattaforme, sarebbe una contraddizione in genere, ma capire meglio questi strumenti ed affrontare una maggiore consapevolezza dei rischi, così da ridurre l’impatto negativo.

Studi svolti dimostrano che i social media creano dipendenza e spetta a noi, grazie a questa tecnologia, trovare il modo di limitarne e controllarne l’uso.

Il tempo che passiamo sui social aumenta in modo costante, grazie alla loro capacità di creare assuefazione. Non per tutti allo stesso modo e nella stessa misura, ma se osservi con attenzione le persone che incontri per la strada, o quelle che vedi sedute nei locali (che prevedono interazioni reali tra i presenti), la maggior parte di queste ha la testa china sul proprio smartphone. Se tu potessi sbirciare sul dispositivo di ciascuno probabilmente lo vedresti attivo su un social network, strumento nato sì per interagire, ma virtualmente.

Ti sembra eccessiva la situazione che ho appena descritto? Allora pensa un attimo a questo: il mattino, cosa fai appena sveglio?

Quante volte controlli i tuoi account durante il giorno?

I social creano dipendenza, anche se non tutti nello stesso modo ed intensità. Oggi la vita è scandita da dispositivi elettronici, ma ciò che ci lega allo smartphone in modo inseparabile sono soprattutto i social network, parte rilevante nelle interazioni sociali di ciascuno.

Questi strumenti fanno leva su meccanismi inconsci del cervello, rendendoci legati ad essi in modo inconsapevole.

 

Dipendenza da social network

Ad aumentare la dipendenza sono sicuramente i “like” ed i commenti. Tutte le volte che postiamo un contenuto sui social ci mettiamo in attesa di quante persone vedano ciò che abbiamo pubblicato, così da apprezzarlo e regalarci la loro approvazione, virtuale certo, ma tramutata dal nostro cervello in un appagamento reale.

Oltre a ciò la dipendenza da social è data anche dalla voglia di sapere sempre cosa stanno facendo gli altri, tanto da tramutarsi nei casi più eccessivi in una vera ansia, quella di essere tagliati fuori e perdere qualcosa. Rimanere esclusi da un evento, da un live, non conoscere le news del giorno… quando questa condizione sfugge al controllo si è portati ad isolamento sociale ancora più cruento.

Nasce così un assurdo paradosso: più si tenta di non perdersi nulla nella vita virtuale e più rimaniamo fuori da quella reale.

Tali meccanismi non riguardano un social network in particolare, ma sono universali, anche se ognuno fa leva su differenti meccanismi.

 

Come è cambiata la comunicazione?

Il linguaggio dei social è accessibile a tutti, sono i mezzi di interazione più diffusi, estendendosi dalle grandi città fino alle aree più remote.

Sono parte attiva della rivoluzione digitale, dando vita ad un genere comunicativo diverso. I social hanno conquistato la sfera lavorativa e del business: eventi, pubblicità e prodotti/servizi sono veicolati sulle piattaforme online e la rete permette di raggiungere potenziali clienti al di là dei confini geografici.

Tutto è a portata di click: notizie, acquisti, strategie di business (che abbracciano il marketing digitale), prendendo il sopravvento sui metodi tradizionali di comunicazione.

Il social media è lo strumento, mentre il social network è l’insieme di persone che lo utilizza per creare la propria rete di comunità virtuale, online.

Esistono 6 tipi di social media:

  1. blog
  2. social network (come Facebook)
  3. gioco virtuale
  4. mondi virtuali sociali (come SecondLife)
  5. progetti collaborativi (come Wikipedia)
  6. condivisione di materiale multimediale (come YouTube)

 

Conclusione

Sappiamo tutti quanto i social abbiano un ruolo preponderante nella nostra vita, essendo uno degli strumenti digitali più usati in tutto il mondo, la cui escalation è iniziata con la creazione di Facebook.

Oggi, sono in rete 4,5 miliardi di utenti – sì, hai capito bene! – solo per darti un’idea: la popolazione mondiale è di 7,89 miliardi di persone, ciò significa che il 57% di queste ha un account social. Nel 2022 la quota raggiungerà il 60%, con milioni di utenti che si uniscono al mondo della rete ogni giorno.

Nonostante la loro breve storia, dal 2004 (con Facebook) i social sono cresciuti in modo esponenziale, sono diventati pervasivi e radicati nelle nostre vite e devono ancora raggiungere il loro apice, se consideriamo che veicolano la maggior parte delle nostre attività.

Sono mezzi bidirezionali, che offrono innumerevoli possibilità per creare e condividere contenuti, favorendo l’interazione tra gli utenti (a differenza della Tv e della radio che trasmettono il messaggio senza che ci sia reciprocità tra gli spettatori, né tanto mento con il mezzo stesso).

L’arrivo dei social network ha creato uno spazio alternativo per incontrarsi, confrontarsi e scambiarsi sia informazioni che opinioni. Siamo consapevoli che tale spazio virtuale porti il rischio di presenze immateriali ed identità fittizie, oltre al traffico illimitato di informazioni.

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